Grosseto

 

 

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Three Women di Bill Viola a Follonica

di Anna Mazzanti

Tre figure femminili di differenti età affiorano da un ambiente indefinito, “spazio immaginario” (P.Florenskij) che apre l’accesso all’invisibile. Come l’intero ciclo Transfigurations (2007-8) di cui quest’opera fa parte, Three Women narra gesti, espressioni, forme e colori in una coreografia raffinata che, grazie allo slow motion combinato a passaggi repentini, ai riflessi dell’immancabile flusso d’acqua (altrove fuoco), da un’altissima definizione progressivamente si rarefa in una sottile dissolvenza che l’artista chiama immagini di sintesi. È questo il momento in cui l’opera video allude alla soglia “fra tenebre e celeste”, oltrepassa il dato fisico. È il momento culminante che palesa la capacità dell’artista/sciamano “di unire il vivente, istallandosi sulla soglia fra i due mondi, sostenuto dalla credenza che la pratica artistica possa creare una nuova soggettività”, quasi da neo-simbolista “che passa attraverso il laboratorio sperimentale delle nuove tecnologie”(V.Valentini). L’immersione ed emersione dall’acqua – che ha anche determinato con il fuoco il ciclo di produzione negli spazi dell’ex-fabbrica della ghisa che accolgono l’installazione a Follonica – si fa metafora di purificazione e trasfigurazione per le tre figure. I loro sentimenti, gesti ed espressioni dilagano con l’acqua verso lo spettatore, in un moto quasi sonoro e di grande coinvolgimento, negli ambienti del Forno San Ferdinando. Questo edificio fra 1820 e ’30 accolse uno dei più moderni sistemi di produzione della ghisa in Europa, anch’esso di alta tecnologia (come di sistemi video avanzatissimi si avvale Bill Viola), poi però dismesso agli inizi del ‘900 quando l’edificio fu destinato a residenze per gli operai della ghisa: dunque stanze vissute dai protagonisti di un duro lavoro capace di trasformare i sembianti affaticati (come quelli di queste tre drammatizzate Grazie?). Tutto ciò accadeva nell’arco del XIX secolo l’epoca in cui si rintracciano, ci sembra, i riferimenti storici più calzanti per quest’opera: le esili, eleganti, sinuose figure richiamano da una parte le Tre età della vita klimtiane, dall’altra la grazia umana delle tre fanciulle del Canova, anch’esse trepidanti di sentimenti naturali e di vita che trapassa. Tornano alla mente gli illustri versi di Foscolo dedicati allo scultore dell’800, ancora validi per un maestro del nostro secolo che spesso tralascia il suono per il suo rapporto paritario con l’immagine: “sdegno il verso che suona e che non crea”.L’installazione dell’opera di Bill Viola, già proposta a Napoli al Museo di Capodimonte, si carica quindi di curiosi e vivificanti nessi con la storia del luogo che la accoglie per quest’occasione: il Forno San Ferdinando a Follonica.

L’installazione è visitabile da martedì a domenica dalle 16.00 alle 19.00.

 

Per informazioni tel 0566 42412 pinacoteca@comune.follonica.gr.it

Ingresso gratuito

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